La TRAPPOLA delle stampanti sottocosto che i centri commerciali NON TI SVELANO

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Ho dieci anni di esperienza da “insider” del mondo delle stampanti, e ne ho viste veramente di ogni. Ma mai, mai, mai come negli ultimi due anni ho visto un così spudorato tentativo di “appioppare” costi inutili sul groppone degli acquirenti meno accorti.

Sto parlando degli ultimi modelli di stampanti a inchiostro vendute sottocosto

Se hai mai pensato di comprare una stampante inkjet per casa o per il lavoro, e hai buttato un occhio ai prezzi rarefatti che trovi nei centri commerciali (o sui grossi portali online, peggio ancora) leggi attentamente quello che sto per dirti. Voglio aprirti gli occhi una volta per tutte su una pratica commerciale che non mi piace affatto.

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Nulla di illegale, per carità. Il mio è un parere personale, ma questa pratica mi risulta odiosa per due motivi principali:

  1. Sono uno dei maggiori esperti del settore a Ravenna. Instauro con i miei clienti un vero rapporto di consulenza sulle stampanti e sull’ufficio, per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi personali e professionali. Lo faccio sforbiciando costi inutili e spese “invisibili”, ma anche indirizzando gli acquisti verso le stampanti migliori per il loro caso specifico. Odio le formule preconfezionate per “la massa indistinta e ignorante”. Ciascuno dei miei clienti è una persona, con esigenze peculiari sue e dei suoi familiari, dei suoi colleghi, dei suoi dipendenti.
  2. Una pratica commerciale, anche se non è tecnicamente illegale, può benissimo essere immorale. Quantomeno sconveniente, se vogliamo essere più politically correct. Ma io me ne frego del politically correct. Se per me è una porcata lo dico fuori dai denti. E secondo me, questa svendita di stampanti inkjet “sottocosto” è una porcata a tre livelli: economico, sociale ed ambientale. Ma non devi credermi sulla fiducia, ho buone argomentazioni per avere questa opinione. Altri rivenditori non la pensano come me, ma i miei clienti mi regalano bottiglie di vino e cioccolata, mi portano il caffè in negozio quando passano a salutarmi e mi invitano a cena a casa loro perché sanno che non metto mai il business davanti alle persone.

Il problema delle stampanti inkjet sottocosto è che non sai cosa stai comprando DAVVERO

Il cliente medio, quando ha bisogno di una stampante nuova, crede di doverla comprare a inchiostro, vittima di usanze e preconcetti in realtà ben vecchi. Ne ho parlato anche in questo articolo sui tre falsi miti da sfatare sulle stampanti laser. Cerca nei centri commerciali oppure online e vede macchine che promettono di essere la panacea di tutti i suoi mali, a prezzi ridicoli. Perciò cade nella ragnatela delle strategie di “appioppo” più becere studiate ad arte per lui e il primo pensiero che gli scatta in mente è in genere il seguente:

Minchia l’offertona sottocosto a trenta sacchi! E scade tra otto secondi! Se non la compro subito domani costerà tremila euri! I bambini mi odieranno per sempre se non gliela porto in casa! Guarda Vince’, ci stanno anche le cartucce nuove nuove!

Come conseguenza di questa bella idea che gli hanno messo in testa, succede sempre quello che sto per descriverti. Punto per punto. Forse è capitato anche a te, o a qualcuno che conosci. Ci scommetto un formaggino.

  • Il cliente porta a casa il suo bel “paccone” colorato. Pagato una miseria, lo scatolo ha un design così elegante che varrebbe la pena conservarlo come opera d’arte. Ma alla fine lo riempirà di pannolini usati e finirà nella monnezza.
  • Il cliente spacchetta tutto con il rituale mistico del “nuovo elettrodomestico”. Si ripromette di conservare lo scontrino per la garanzia, ma lo perderà dopo due settimane.
  • Inserisce il primo set di cartucce “in omaggio” nella confezione. C’è scritto sopra setup oppure starter kit, o qualcosa del genere. Cioè, già la macchina è quasi gratis, ti regalano anche le cartucce! Ho fatto un bell’acquisto o no, eh?
  • Sprecata un’ora in vigorose maledizioni, il cliente chiama suo figlio grande, suo nipote o il cuggino che ne capisce di computer e se la fa installare. Finalmente si può iniziare a stampare, diamo inizio alle danze!
  • Stampa una ricetta del branzino al sale, una poesia sull’Inter e una foto del compleanno della nipotina, e poi… tragedia! Le cartucce in omaggio sono già finite! Ma com’è possibile? Sono nuove! Le ho appena messe! Andiamo di corsa al centro commerciale a ricomprarle!
  • GOMBLODDO! Le cartucce nuove costano più della stampante! Praticamente il doppio della spesa di acquisto! Ma io vi denuncio! Vado dai consumatori! Siete delle brutte persone! Conosco tua madre, giocavamo assieme da piccoli, fammi lo sconto!

Cos’è successo? Perché questa sequenza si ripete uguale uguale ogni volta? Era buona la torta del compleanno? Se vuoi la risposta a queste domande e vuoi capire come è architettata questa machiavellica formula di vendita spalanca gli occhi perché sto per rivelarti una grande verità.

Quando compri una stampante inkjet sottocosto, stai comprando in realtà un CAPPIO bello stretto per il tuo collo

Perché mi sono fatto quest’idea? Beh, per tre motivi sostanziali.

Il PRIMO MOTIVO è che le cartucce setupstarter kit che trovi in omaggio sono in realtà praticamente vuote. Potremmo definirle “da rodaggio”. Continuando il paragone con il mondo delle auto, ricordi quando compri un’automobile nuova e c’è talmente poco carburante che a stento arrivi al distributore più vicino? Più o meno è la stessa cosa.

Il punto è che a quel prezzaccio sottocosto hai comprato la stampante, ebbasta. NON un giro completo di cartucce.

C’era scritto? Sì.
Dove, che non l’hai visto? In piccolo da qualche parte sulla scatola o sul sito web del costruttore. Legalmente, loro sono a posto.
Te lo doveva dire il commesso del centro commerciale? Forse, ma nella mia esperienza molto spesso i commessi ne sanno meno di te perché quelli bravi o con un po’ di storico e un minimo di capacità costano troppo. Meglio assumere dei ragazzotti più bravi ad abbronzarsi coi selfie che a leggere la scheda tecnica di una stampante. Perciò quelli bravi appena possono si aprono un negozio, proprio come ho fatto io (ebbenesì, ai tempi dell’università anche io ho lavorato nel centro commerciale).

Il SECONDO MOTIVO che sta alla base della mia teoria del cappio è che il mondo del marketing ha da tempo codificato i processi mentali che portano all’acquisto il cliente finale. Le dinamiche sono molteplici, e in questo blog ne ho già parlato e ne parlerò ancora.

Uno dei trucchetti che facilitano di più l’acquisto è abbassare la soglia di ingresso iniziale, cioè spostare il guadagno del costruttore (di qualsiasi prodotto si tratti) dal breve al lungo periodo.
Mi spiego meglio.

Diciamo che in media per un costruttore tu, tipico cliente privato o piccolo professionista, vali €500 in termini di guadagno complessivo (numeri spannometrici, tanto per didattica). Significa che per tutto il tempo in cui resterai cliente del costruttore, gli renderai €500 di guadagno grazie ai tuoi acquisti, tra macchina e cartucce.

Chiaro, se devi comprare una stampante ad un prezzo “elevato” ci pensi due volte (e magari rinunci) prima di cacciare fuori la carta di credito. Una “botta” importante al conto corrente sul momento spaventa, anche se poi le cartucce costeranno relativamente poco. In queste condizioni, solo chi è davvero molto motivato farà l’acquisto. Chi può evitarlo, non la compra. Quindi se non la prendi, non ti abituerai ad usarla. Non si abitueranno i tuoi familiari, o i tuoi collaboratori. Se nessuno si abitua ad usare un prodotto o servizio, l’azienda che lo vende non farà mai i soldi veri. Lo spiega magistralmente Nir Eyal nel suo libro Hooked.

Ed ecco il cambio di strategia. Se il costruttore accetta di guadagnare NON sul breve periodo MA sul lungo periodo, riesce a venderti la stampante sottocosto anche se non era un acquisto a cui stavi pensando. La parola SOTTOCOSTO ha un effetto magico sulla psiche umana. Così, ad un prezzo sbragamutande, tu la compri convinto di aver fatto un affare, e ti abitui per benino ad usarla. Una volta che “hai il vizio”, fai gli acquisti in maniera automatica senza pensarci più.

Ora hai una stampante nuova di pacca sulla scrivania. Vuoi non stamparci quattro cazzate per divertimento ogni tanto? Ma qui arriva il cetriolo piccante. Vai a comprare le cartucce originali al centro commerciale e ti costano come una rata del mutuo. Ma ora che hai fatto l’acquisto cosa fai, la butti via? Mandi giù il rospo e tiri fuori la carta di credito.

Il costruttore, anziché guadagnare su di te €300 sulla stampante subito e poi €200 sulle cartucce negli anni a venire, in questo modo PERDE €20 sul momento, ma poi riguadagna €520 sul lungo periodo dalle cartucce COSTOSISSIME che comprerai. E siccome la stampante costa poco, MOLTE PIÙ PERSONE se la comprano, e il giochino si moltiplica per un numero imprecisato di nuovi clienti col cappio al collo.

Il TERZO MOTIVO per cui storco il naso davanti a questa follia del sottocosto è questo.
Siccome i costruttori guadagnano tutto sulle cartucce e niente sulle stampanti, è del tutto contro il loro interesse consentire a te, umile cliente, di risparmiare usando le cartucce non originali.
Non lo devi fare.
Se ci provi sei un ingrato e un farabutto.
Cartucce rigenerate? Maleducato!
Compatibili? Vergogna!
Ricariche? Bestemmia!
Caccia fuori il grano per le originali e non fare storie.

Si capisce nettamente dalla moltitudine di messaggi intimidatori che vedi sul computer o sulla stampante, quando inserisci cartucce a inchiostro non originali. “RILEVATA CARTUCCIA CONTRAFFATTA” ti dicono in certi casi. Delinquente che non sei altro.
E non appena aziende come Eco Store arrivano sul mercato con cartucce più economiche delle esose originali, il costruttore si mette al lavoro e caga fuori un misterioso “aggiornamento firmware”. Cosa sarebbe?

Nulla di davvero utile, a mio avviso. Sarebbe il software interno alla stampante, che viene aggiornato via internet se l’utente non si oppone in qualche modo. L’effetto più visibile di questo aggiornamento (di cui all’utente non viene data alcuna spiegazione sul perché dovrebbe installarlo) è che impedisce alla macchina di leggere le cartucce non originali. Per questioni di sicurezza, dicono loro in molti casi. Sicurezza contro gli hacker, contro gli alieni, contro i Rettiliani, o chi lo sa.

Sarà sicuramente vero, peccato che il povero utente si ritrovi dall’oggi al domani a dover tornare a dissanguarsi con le cartucce originali. Simpatico scherzetto vero? Passeranno mesi prima che tornino sul mercato nuove cartucce non originali affidabili. A dire il vero quasi subito se ne trovano su improbabili siti online, ma che funzionino davvero è al 99% una utopia. Eco Store fa mesi di test e prove, prima di immettere sul mercato una nuova cartuccia. Vogliamo assicurarci di vendere solo articoli che funzionano davvero, senza violare brevetti registrati.

Prima di darti la mia personale soluzione al problema, ti riassumo i tre motivi per cui dovresti dubitare delle offertone sottocosto delle stampanti a inchiostro

  1. Nella confezione della stampante la quantità di inchiostro in dotazione è uno scherzo. Che fa ridere pochissimo.
  2. Nessun costruttore progetta una macchina per venderla sottocosto. Sarebbe come vendere una barca progettata per affondare. Da qualche parte hanno previsto di guadagnarci, e lo fanno sfruttando le vulnerabilità della psicologia umana.
  3. Più andiamo avanti e più è difficile risparmiare usando cartucce inkjet non originali. Le studiano tutte per stringere quel cappio, prima lo capisci e prima potrai reagire.

Cosa puoi fare allora per sottrarti a questa trappola? Possibile che non esista un sistema per darti la possibilità di stampare, ma senza dover pagare le pagine con i tuoi organi interni?

Certo che c’è.

Puoi comprare una stampante LASER con la nostra promozione legata ai Buoni Sconto

Come ho spiegato per esteso in questo articolo che ti invito a leggere, se compri una stampante laser nel mio negozio ricevi un fighissimo carnet di Buoni Sconto. Con quelli, puoi pagare a prezzo ridotto i Toner Eco Store, e lo sconto totale che ricevi è PARI AL PREZZO DELLA STAMPANTE STESSA. Fino all’ultimo euro, e senza scadenza. In cambio della fedeltà (i Buoni li puoi usare chiaramente solo nel mio negozio) io ti regalo la stampante. Patti chiari, amicizia lunga.

Ma perché una laser? E dove sta la fregatura?

La laser perché è una tecnologia matura e performante, e costa pochissimo stampare usando i Toner rispetto all’inchiostro. Queste macchine sono pensate per durare di più, essendo un prodotto tipico per le aziende, che stampano moltissimo rispetto ai privati. Inoltre con tutti gli insegnamenti che io do ai miei clienti (come ad esempio in uno dei primi articoli del blog), diventerai un drago nel risparmio sui costi per le tue stampe.

E non c’è nessuna fregatura. I Toner PREMIUM QUALITY di Eco Store hanno una DURATA ECCEZIONALE (spiego il perché in questo articolo) e una resa grafica indistinguibile dall’originale. Hanno un prezzo equo che danno il giusto margine per l’azienda e per il mio negozio, ma nel contempo offrono a te cliente un bel risparmio rispetto ai toner originali.

Dove facciamo il grano noi? Sui grandi numeri. Ovvio che non viviamo di aria, ma sempre più aziende e sempre più privati ci scelgono ogni settimana. Ho perso il conto di quante tessere fedeltà ho elargito ai miei clienti, per regalare un Toner Eco Store gratis ogni nove comprati.

Andando a chiudere il succo è questo, in linguaggio tecnico:

Nessuno lega i cani con la salsiccia

Lo diceva sempre mio nonno, e rimane un grande proverbio.
Quando sei pronto per valutare una stampante nuova per casa tua o per l’ufficio, un giro al centro commerciale o in Amazzonia fallo, per carità.

Poi passa da me in negozio e facciamo due chiacchiere SERIE sulla migliore stampante laser che il mercato ha da offrirti. La migliore PER DAVVERO.

Buona stampa.

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