Quanti soldi stai PERDENDO perché non hai aggiornato il tuo TIMBRO

 

sara-kurfess-745439-unsplashFaccio un controllo sull’andamento del negozio nelle prime settimane di gennaio e rimango di sasso. Peggio di quando Alessandro Borghese ribalta il risultato con un abile colpo di scena. Quello che mi fa sgranare gli occhi è una nefasta notizia che farebbe gelare il sangue nelle vene ad ogni imprenditore, libero professionista o commerciante sul mercato:

Le fatture sono in calo!

Che sta succedendo? Perché ne abbiamo emesse così poche? Eppure mi sembrava che il negozio fosse sempre pieno di gente come al solito…
Controllo gli incassi e in effetti va tutto bene, anzi l’utile netto è pure in aumento. E allora? Come mai questo spostamento così massiccio dagli incassi “da fattura” verso gli incassi “da scontrino”? Che il 2019 sia l’anno del genocidio delle Partita IVA? Uno scenario apocalittico che manco Mad Max. E invece…
La risposta è così lampante che, nella sua semplicità, il mio cervello si rifiuta di ammetterla.

Molti clienti business chiedono lo SCONTRINO anziché la FATTURA 

Con rassegnazione, rinunciano a recuperare l’IVA che pagano sui loro acquisti e regalano un bel 22% dei loro costi al fisco, il quale ringrazia sentitamente. Ma perché, ti chiederai, una selva di artigiani, commercianti e liberi professionisti ha deciso di suicidarsi, fiscalmente parlando? Quale può essere la tendenza autolesionista che spinge una massa di imprenditori a gettarsi come lemmings giù dalla scogliera della sostenibilità aziendale, annegando nei mari delle imposte?
Anche in questo caso, la risposta è disarmante.

Non hanno sotto mano il CODICE UNIVOCO per la FATTURA ELETTRONICA

Quando chiediamo il famoso Codice SDI o Codice Destinatario (si decidessero su come chiamarlo, ai piani alti!) che ormai è OBBLIGATORIO per emettere la fattura elettronica, il cliente cade dalle nuvole. Prima spalanca gli occhi, tipo coniglio illuminato dai fari di un SUV in avvicinamento, poi qualcuno bussa alle sue spalle. “Ciao, sono la tachicardia!”
Le mani tremanti iniziano a setacciare tra portafoglio, tasche, borse, ma inutilmente.
Fa scivolare le dita sudate sul telefonino in cerca di un messaggio, una foto o un’email inviata dal commercialista, senza risultato.
Partono due cose, in quest’ordine: una sfilza di parole molte brutte, che non ripeterò per amore dei più piccini, e una mitragliata di telefonate a segretarie, uffici contabili, guru finanziari, personal trainer e sciamani spirituali in cerca del famoso codice per la fattura elettronica.
Com’è noto, la legge di Murphy non perdona e ovviamente nessuno risponde. Ma il cliente ha bisogno dei miei toner, lì e subito, non può permettersi di tornare in ufficio senza averli, perciò preso dall’urgenza RINUNCIA ALLA FATTURA E CHIEDE LO SCONTRINO. Anche se gli diciamo che non potrà scaricare l’acquisto come costo dell’attività, perdendo così l’IVA pagata.

Lascia che ti dia un consiglio che può fare la differenza. Tutte le Partite IVA conoscono già uno strumento pratico, veloce e ben noto che racchiude tutte le informazioni necessarie ad un fornitore per emettere la fattura:

IL TIMBRO

Robustissimo, in grado di durare decenni e migliaia di timbrate, il tuo timbro è un compagno fedele che ti accompagna in ogni acquisto. Un colpo veloce di timbro e qualunque cosa tu stia comprando hai già passato al tuo fornitore tutti i dati che gli servono. Riceverai una fantastica fattura elettronica e potrai recuperare la tanto agognata IVA, senza gettare soldi al vento, cioè il 22% di quanto spendi!
Ne avevo già parlato in questo articolo, è il momento di aggiornare il tuo timbro inserendo le informazioni necessarie alla fattura elettronica. Ma già che devi farlo, perché non valutare anche un timbro tascabile?

Perfetto per la timbrata “al volo” al ristorante o in un negozio, tiene un quarto dello spazio di un timbro tradizionale (il classico a molla che va su e giù, detto “autoinchiostrante”) perciò ti sta tranquillamente nel taschino, in una cartellina o in una borsa. Questa grande trasportabilità ha un altro vantaggio: quando lo richiudi rimane completamente sigillato, impedendo inchiostrature indesiderate a documenti o, peggio, vestiti.

Sei stanco di REGALARE SOLDI al fisco?

Aggiorna il tuo timbro il prima possibile. Chiedi un preventivo cliccando qui, o se preferisci telefona in negozio, e in pochissimo tempo avrai un timbro nuovo fiammante pronto per la fattura elettronica. Da quel momento in poi in una manciata di secondi sarai in grado di dare al fornitore di turno i tuoi dati fiscali, e finalmente smetterai di dilapidare il 22% di ogni tuo acquisto.

Posso darti un ultimo consiglio? Stai alla larga dalle scogliere.

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